La speranza è l’ultima a morire

“La libertà è più importante della morte” sentenziava un anziano Napoletano, ripreso da un telefonino durante il primo lockdown del 2020.

Video comparso su Youtube il 21 aprile 2020.

La libertà vale più della morte … la libertà!
Quanta gente è morta per noi contro i tedeschi?
Gennarino Capuozo a dodici anni, medaglia d’oro!
A far cosa in casa? A far cosa?
La libertà non ha prezzo.
Meglio un giorno da leone che cento da pecorella.
Oh per bacco baccone!
Lo vedi là c’è il business, la farmacia!
Chi l’ha creata tutta ‘sta situazione? Chi l’ha creata?
Andiamo a monte.
Chi l’ha creata tutta questa situazione? I cinesi? I francesi? I tedeschi?

Anonimo Napoletano

Può apparire stupido, ma a questo punto vale la pena chiedersi se si può vivere bene semplicemente stando in salute? E, cosa significa allora stare in salute?

Forse questo attempato (e forse folle) figlio di Napoli, ha centrato il punto.

La salute non è che uno degli aspetti che ruotano attorno al benessere dell’uomo. Nessun animale costretto in cattività gode di buona salute, nemmeno se ben nutrito e curato, nessun individuo può privarsi della socialità, sia esso gorilla o homo sapiens.

L’esistenza di ognuno di noi è tale perché si riflette negli occhi e nei cuori delle altre persone. Senza gli altri niente ha senso nella vita, che diviene arida e sterile.

Koko il gorilla parlante, rimase molto delusa quando ricevette un gattino di peluche, perché ne aveva chiesto uno vero. E quando finalmente poté abbracciare un cucciolo di gatto, lo ha accudito ed amato come una mamma farebbe con il proprio bebè.

A destra una foto di Koko, il gorilla che era in grado di parlare con il linguaggio dei segni, mentre gioca con il compianto attore Robin Williams.

Koko con Penny, la sua addestratrice.

Nessun essere vivente è fatto per stare in gabbia, nessun uomo può vivere segregato senza che la sua psiche e quindi il suo corpo, ne siano fortemente compromessi.

Tutta questa follia un giorno finirà e credo che Napoli con i suoi unici tratti distintivi, giocherà da protagonista la sua parte. Perché la città secerne gli anticorpi alla prigionia. Nelle sue viscere pulsa l’antidoto. Un richiamo ancestrale di insofferenza all’oppressione.

Luciano De Crescenzo, Filosofo Napoletano.

Il grande filosofo Luciano De Crescenzo, probabilmente, non avrebbe mai immaginato tutto ciò che stiamo vivendo dal 2020 ad oggi, ma non mi sento blasfemo a rubare le sue parole, per usarle come auspicio di un cambiamento, di una ventata di libertà e di fratellanza.

Napoli per me non è la città di Napoli ma solo una componente dell’animo umano che so di poter trovare in tutte le persone, siano esse napoletane o no. A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana.

Luciano De Crescenzo

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